Comunicato stampa di BirdLife Svizzera del 22 dicembre 2025
Uno sguardo retrospettivo al 2025 dal punto di vista della natura svizzera offre un quadro piuttosto cupo. La politica e le autorità non assumono sufficientemente le loro responsabilità per quanto riguarda le basi della nostra esistenza, mentre i media trattano solo sporadicamente il tema della minaccia alla biodiversità, nonostante la scienza paragoni la portata della crisi della biodiversità a quella della crisi climatica. BirdLife presenta gli eventi più significativi del 2025.
Il 29 gennaio 2025 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione sul «pacchetto di sgravi 2027». I tagli da lui proposti comporterebbero un enorme onere aggiuntivo per le generazioni future. Sono previsti tagli irresponsabili alle misure di protezione del clima e della natura. Il consigliere federale Albert Rösti ha così infranto una promessa fatta durante la campagna referendaria sull'Iniziativa biodiversità: in futuro la Confederazione avrebbe destinato gli stessi fondi alla biodiversità. Il DATEC non si è nemmeno impegnato a livello amministrativo interno per mantenere questi importanti finanziamenti, nonostante tutti i rapporti rilevanti della Confederazione dimostrino che per preservare la biodiversità sarebbero necessari molti più fondi rispetto a quelli stanziati finora.
Sovvenzioni e incentivi dannosi per la biodiversità
Per ironia della sorte, lo stesso giorno il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sulle sovvenzioni dannose per la biodiversità. Ricordiamo che nel 2020 l'Istituto federale di ricerca WSL e l'Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT) avevano stimato che ogni anno vengono erogati 40 miliardi di franchi in sovvenzioni e incentivi dannosi per la biodiversità. Il rapporto pubblicato dal Consiglio federale il 29 gennaio 2025 sembrava però piuttosto una raccolta di scuse sul perché non fosse possibile riformare, migliorare o abolire le sovvenzioni dannose per la biodiversità. Invece di sfruttare le sinergie tra la necessità di risparmiare e la protezione delle nostre risorse naturali, il Consiglio federale ha proposto nel pacchetto di misure di sgravio tagli miopi ai fondi.
Pessimo piano d'azione svizzero
In occasione della 16a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla biodiversità tenutasi a Roma, nel mese di febbraio è stata pubblicata una comparazione internazionale dei piani d'azione nazionali per la biodiversità di 23 Stati. Il piano d'azione svizzero è stato classificato come il peggiore. Diversi paesi in via di sviluppo come Cuba, Giordania o Suriname hanno ottenuto risultati molto migliori della Svizzera, persino l'Afghanistan, che non presenta valori peggiori della Svizzera in nessuno degli undici indicatori principali.
Protezione delle specie e tralicci elettrici
Nel 2025 ci sono state anche piccole notizie positive dalla natura svizzera. Dopo aver adottato misure di protezione concrete e mirate, BirdLife ha potuto constatare una ripresa delle popolazioni di specie di uccelli fortemente minacciate come la Civetta, il Topino e lo Strillozzo, anche se a livelli bassi rispetto alla loro presenza originaria. Ciò conferma ancora una volta che misure concrete per la protezione delle specie e degli ecosistemi minacciati sono efficaci. A giugno il Consiglio federale ha approvato una revisione dell'ordinanza sulle linee elettriche. I tralicci elettrici non protetti contro l'elettrocuzione – e purtroppo in Svizzera ce ne sono troppi – possono diventare una trappola mortale per gli uccelli con un'ampia apertura alare. Il problema e le relative soluzioni tecniche sono noti da circa 30 anni. Finalmente è stato precisato l'obbligo di risanare le linee pericolose e integrato con un termine di attuazione. Nonostante il lungo termine di attuazione (2035 o 2040 a seconda del tipo di linea), ciò rappresenta un miglioramento.
I biotopi di importanza nazionale stanno scomparendo
Il 1° luglio il WSL ha pubblicato il "Monitoraggio della protezione degli habitat in Svizzera". Le torbiere alte e basse stanno scomparendo sotto i nostri occhi e il Consiglio federale lascia che ciò accada. Il progressivo inasprimento delle condizioni climatiche minaccia le torbiere svizzere e porta alla diminuzione delle specie tipiche delle torbiere alte e basse. Particolarmente grave è il fatto che in soli sei anni si è registrata un'ulteriore perdita del 6,5 % della superficie delle poche torbiere alte rimaste in Svizzera. Nei prati e pascoli secchi è stata osservata una tendenza leggermente positiva, ma considerando che l'80% dei prati secchi non è ancora protetto in conformità con la legge, questa tendenza deve essere considerata una stagnazione. Anche nelle altre due categorie, le zone di riproduzione degli anfibi e le zone alluvionali di importanza nazionale, si osserva una stagnazione e un ulteriore deterioramento.
Fine anno deludente
A dicembre il Consiglio federale ha approvato sette misure complementari al Piano d'azione Biodiversità Svizzera. La lettura delle misure aggiornate lascia ben poche speranze che la Svizzera possa abbandonare l'ultimo posto nella classifica internazionale con questo piano d'azione, per non parlare poi di preservare la sua biodiversità a lungo termine!
Sempre a dicembre, il Consiglio degli Stati ha esaminato il cosiddetto pacchetto di sgravi fiscali 2027. Nonostante alcune correzioni, anche in questo caso non c'è alcun motivo di abbassare la guardia: le misure di protezione della natura – che, va ricordato, vengono spesso attuate in collaborazione con il settore forestale e agricolo – vengono sacrificate per risparmiare, mentre la distruzione della natura finanziata dallo Stato, che ammonta a circa 40 miliardi di franchi all'anno, continua senza sosta.
Un barlume di speranza
BirdLife trae speranza per la natura svizzera dalla società civile. L'interesse per l'osservazione della natura, la fotografia naturalistica, i corsi e altri eventi è molto grande e continua a crescere. Anche il numero dei membri di BirdLife, comprese le associazioni cantonali e le associazioni per la protezione della natura BirdLife nei comuni, è in costante aumento da anni. Queste persone vedono ogni giorno sul campo il grave pericolo che corre la natura svizzera. Un giorno la politica e le autorità non potranno più trascurare le loro responsabilità.
BirdLife Svizzera: insieme per la biodiversità - dal locale al globaleBirdLife Svizzera si impegna con competenza e passione per la natura. Insieme ai nostri 71’000 membri, 430 associazioni locali per la protezione della natura BirdLife e 19 associazioni cantonali, lavoriamo a tutti i livelli a favore della natura. Conduciamo numerosi progetti di conservazione a favore delle specie in pericolo come la Civetta e il Martin pescatore, e dei loro habitat, e diamo voce alla natura minacciata. Con i centri natura BirdLife, le nostre pubblicazioni e formazioni, siamo gli ambasciatori della natura presso il grande pubblico e motiviamo le persone a proteggerla. Anche il vostro cuore batte per la natura e per l’avifauna? Entrate a far parte della rete BirdLife: www.birdlife.ch/essere-attivi BirdLife Svizzera vi ringrazia per il vostro interesse e per il vostro sostegno! |
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