Trent’anni di conservazione del Re di quaglie: un lavoro pionieristico tra successi e fragilità

Comunicato stampa di BirdLife Svizzera del 18 giugno 2026

Ore 23. Da qualche parte tra le montagne dei Grigioni. Il silenzio… poi, all’improvviso, il caratteristico “crex-crex”. Sentirlo in Svizzera è diventato molto raro. Eppure un tempo era onnipresente: fino a pochi decenni fa, il “canto” del Re di quaglie era parte delle dolci notti di inizio estate sull’Altopiano svizzero. Cento anni fa, la gente si lamentava di non riuscire a dormire a causa del rumore dei numerosi re di quaglie. Oggi, i suoi richiami non risuonano praticamente più in Svizzera.

Il progetto di conservazione del Re di quaglie è stato il primo del genere in Svizzera specificamente mirato a una specie di uccello – segnando così l’inizio della conservazione delle specie nel Paese. Quando BirdLife Svizzera lo lanciò nel 1996, la situazione di partenza era drammatica: un tempo uccello nidificante molto comune in quasi tutti i prati, il Re di quaglie era sull'orlo dell'estinzione.

Un lavoro collettivo che porta i suoi frutti
Da allora sono cambiate molte cose. Già nel 1998, nell’ambito del progetto, sono state registrate le prime covate andate a buon fine. Poi, nel 1999, è stato varato il primo Piano d’azione nazionale mai elaborato per una specie di uccello. Oggi, in media, ogni anno vengono protetti 19 Re di quaglie e si registrano quattro nidificazioni riuscite. Il 2025 è stato un anno record con 17 nidificazioni portate a termine: un segno concreto e tangibile che il lavoro sta dando i suoi frutti.

Questo successo parziale non è frutto del caso. È il risultato di un’alleanza eccezionale: i collaboratori e le collaboratrici sul campo di BirdLife Svizzera trascorrono le notti alla ricerca dei maschi cantori, le aziende agricole adattano le date di sfalcio e i Cantoni e i guardiacaccia rendono possibile e finanziano la protezione sul posto. «Senza questa collaborazione, la protezione delle covate di Re di quaglie in Svizzera sarebbe impossibile», afferma Lucas Lombardo, responsabile di progetto presso BirdLife Svizzera.

Quello che oggi è uno standard internazionale, all’epoca ha dovuto essere faticosamente costruito. Il lavoro di protezione inizia con un richiamo nella notte: controlli notturni, triangolazione della posizione del cantore, definizione della superficie di protezione necessaria – e poi il dialogo con le aziende agricole. Un approccio impegnativo, ma efficace.

L'uccello di pianura diventato “uccello di montagna”
Il Re di quaglie, un tempo abitante frequente dei prati dell'Altopiano, oggi è praticamente scomparso da questa regione ed è stato respinto verso le zone montane: oltre il 75% degli esemplari stanziali viene ormai censito al di sopra dei 1’000 metri di altitudine. I Grigioni sono diventati la principale zona di rifugio, con circa il 50% di tutte le osservazioni. Gli intervalli di sfalcio sull’Altopiano sono infatti diventati troppo brevi per una specie la cui nidificazione richiede almeno otto settimane di prato non falciato. Anche in montagna, l’attuale gestione agricola non è più compatibile con il ritmo di vita dell’uccello: sono necessari interventi mirati da parte di BirdLife e dei suoi partner.

«Festeggiamo i 30 anni, ma non senza preoccupazioni», afferma Lucas Lombardo. «Il Re di quaglie rimane a rischio di estinzione in Svizzera. Proteggere alcune covate è importante, ma stiamo giocando con il tempo. Per la sua sopravvivenza a lungo termine occorrono habitat gestiti in modo estensivo su larga scala.» In Irlanda, ad esempio, un approccio mirato alla creazione di habitat adeguati ha aumentato la popolazione del 50% in cinque anni nelle zone interessate dal progetto. La Svizzera è ancora lontana da questo risultato, poiché l’attuale ordinanza sui pagamenti diretti non prevede misure di questo tipo e la promozione della biodiversità occupa uno spazio decisamente troppo marginale nella politica agricola in generale.

Prospettive future
Grazie al progetto “Re di quaglie” di BirdLife è stato possibile evitare, o almeno ritardare di 30 anni, l'estinzione della specie in Svizzera. Tuttavia, affinché la specie possa sopravvivere a lungo termine nel Paese, la politica agricola deve essere fortemente orientata a favore della biodiversità. Oggi, meno del 15% dei pagamenti diretti è destinato alla biodiversità. L'85% è destinato ad altri settori, che a volte includono pagamenti dannosi per la biodiversità.

«Se la natura e la diversità delle specie fossero finalmente trattate per quello che sono – le nostre basi vitali – allora potremmo promuovere in modo molto più efficace la popolazione di Re di quaglie». La sfida dei prossimi anni è chiara: passare da interventi reattivi, pur se efficaci, di protezione dei nidi a un approccio proattivo alla gestione degli habitat. Le nuove tecnologie – come i droni a immagini termiche, con cui BirdLife Svizzera ha potuto individuare per la prima volta nel 2025 i re di quaglie – aprono nuove possibilità per la ricerca e la protezione. Ma le condizioni quadro politiche rimangono determinanti: una politica agricola che consenta, promuova e remunerino miglioramenti degli habitat su larga scala.

30 anni di conservazione delle specie hanno dimostrato che un'azione mirata funziona. Ma hanno anche dimostrato che ciò non basta. Finché meno del 15% dei pagamenti diretti favorirà la biodiversità, il richiamo del Re di quaglie rimarrà una rarità.


Informazioni complementari:

A proposito del Re di quaglie (Crex crex):
Il Re di quaglie appartiene alla famiglia dei Rallidi e vive nascosto nei prati alti e fitti. È un migratore a lungo raggio che sverna nell'Africa meridionale. In Svizzera è classificato come “in pericolo critico di estinzione” nella Lista rossa. Il suo caratteristico richiamo “crex-crex” si sente quasi esclusivamente di notte. Il Re di quaglie è una cosiddetta “specie ombrello”: laddove i suoi habitat vengono preservati o ripristinati, ne beneficiano anche altre specie come lo Stiaccino, l’Allodola, la Pispola, nonché numerosi insetti e piante.

A proposito del progetto di conservazione del Re di quaglie:
Lanciato nel 1996 da BirdLife Svizzera, questo progetto è il più vecchio e il primo programma di conservazione di una specie in Svizzera specificamente dedicato a un uccello. Ha gettato le basi del “Programma di conservazione degli uccelli in Svizzera” a livello nazionale.

Informazioni e video sul Re di quaglie: www.birdlife.ch/it/crex

Sostenete il progetto di conservazione del Re di quaglie: 
BirdLife Svizzera, Vicolo Forte Olimpo 3, 6573 Magadino, IBAN: CH71 0900 0000 8006 9351 6 (menzione: Re di quaglie)

 

Insieme per la biodiversità - dal locale al globale

BirdLife Svizzera si impegna con competenza e passione per la natura. Insieme ai nostri 72’000 membri, 430 associazioni locali per la protezione della natura BirdLife e 19 associazioni cantonali, lavoriamo a tutti i livelli a favore della natura. 

Conduciamo numerosi progetti di conservazione a favore delle specie in pericolo come la Civetta e il Martin pescatore, e dei loro habitat, e diamo voce alla natura minacciata. Con i centri natura BirdLife, le nostre pubblicazioni e formazioni, siamo gli ambasciatori della natura presso il grande pubblico e motiviamo le persone a proteggerla. 

Anche il vostro cuore batte per la natura e per l’avifauna? Entrate a far parte della rete BirdLife: www.birdlife.ch/essere-attivi

BirdLife Svizzera vi ringrazia per il vostro interesse e per il vostro sostegno!

 


Immagini

Il Re di quaglie necessita di prati ricchi di specie falciati tardivamente, come ad esempio questo prato fiorito a Zuoz in Engadina (GR).

Foto: Enea Fadini, BirdLife Svizzera

L'immagine può essere utilizzata solo nell'ambito di questo comunicato stampa indicando correttamente l'autore/la fonte.


I re di quaglie hanno bisogno di una vegetazione erbacea che offra una buona copertura, ma che consenta il passaggio a terra, come questo boschetto di ortiche.

Foto: Lucas Lombardo, BirdLife Svizzera

L'immagine può essere utilizzata solo nell'ambito di questo comunicato stampa indicando correttamente l'autore/la fonte.


Salvato grazie all'accompagnamento durante lo sfalcio: questo pulcino di Re di quaglie è stato messo al riparo dalla falciatrice appena in tempo.

Foto: Enea Fadini, BirdLife Svizzera

L'immagine può essere utilizzata solo nell'ambito di questo comunicato stampa indicando correttamente l'autore/la fonte.


Un prato occupato dal Re di quaglie nei Grigioni: grazie al contratto con i gestori, esso verrà falciato solo a metà agosto.

Foto: Gian Schmid, BirdLife Svizzera

L'immagine può essere utilizzata solo nell'ambito di questo comunicato stampa indicando correttamente l'autore/la fonte.

 


Download del comunicato stampa

  • File Word
       

Contatto

Lucas Lombardo, responsabile del progetto di conservazione del Re di quaglie presso BirdLife Svizzera,  lucas.lombardo@birdlife.ch, 079 389 83 73